Autismo femminile e occupazione: la grande sfida di BES Cooperativa

INTRODUZIONE

Dalla sua costituzione BES cooperativa sociale ha un’attenzione particolare ai bisogni di formazione e inclusione lavorativa delle persone con diagnosi di autismo ad alto funzionamento e Asperger. Dal novembre 2020 è partner per l’Italia nel progetto europeo VICTORUPESI (Vocational Innovation using Creative New TechnOlogies Resulting in Upskilling Pathways for Employability and Social Integration ) finanziato dal programma ERASMUS+, portando un focus sul tema dell’integrazione nel mercato del lavoro delle donne autistiche.

Nonostante sia in crescita il numero delle donne, in particolare giovani, che vivono la condizione dell’autismo, senza disabilità intellettiva (alto funzionamento/Asperger), grazie a un più facile accesso alle diagnosi, di loro si parla ancora troppo poco, soprattutto per quanto riguarda l’accesso all’occupazione.

DOPPIA DISCRIMINAZIONE

Per le donne nello spettro autistico, esiste il problema della discriminazione multipla nella vita sociale e nell’accesso al mondo del lavoro. Non solo sono discriminate in quanto donne, ma anche in quanto disabili. Le conseguenze della combinazione del fattore di rischio di genere e del fattore di rischio di disabilità sono tali da provocare una forma di discriminazione particolare, in quanto determinata non da un fattore ma da due. Questo tipo di doppia discriminazione porta le donne autistiche a sperimentare una condizione molto faticosa.

Le occasioni di sensibilizzazione sul tema dell’autismo femminile sono principalmente legate alle celebrazioni della Giornata Mondiale di Sensibilizzazione sull’Autismo il 2 aprile.

È allora importante realizzare progetti che nel tempo puntino a valorizzare competenze e capacità delle donne autistiche, per supportarle nelle difficoltà quotidiane di adattamento e di relazione

Le cooperative sociali, dedicate all’ inserimento lavorativo dei più fragili, devono per prime raccogliere la sfida dell’inserimento lavorativo di queste persone, e promuoverne la piena inclusione sociale.

ALCUNI DATI

I disturbi dello spettro autistico sono sempre stati considerati disturbi maschili, e ancora oggi sono pochissimi gli studi sull’argomento che considerano la variabile di genere. Il risultato è che l’autismo femminile spesso passa inosservato. Fino a non molti anni fa si pensava che, nell’autismo, il rapporto tra maschi e femmine fosse vicino a 10:1, ma gli studi hanno ristretto il campo a 4:1. Un approfondimento del 2017 ha concluso che 3:1 è il rapporto più corretto, ma il quadro potrebbe cambiare di nuovo nei prossimi anni. Molti professionisti, tra cui Tony Attwood, ritengono che esista ancora un grave pregiudizio di genere che porta molte ragazze e donne a non ricevere mai una diagnosi che potrebbe cambiare le loro vite.

Un ampio studio del 2012 ha confermato che lo spettro femminile passa spesso inosservato: è molto più difficile che venga diagnosticato un disturbo dello spettro autistico ad una ragazza se non sono presenti ulteriori problemi intellettuali o comportamentali. Ciò riflette un pregiudizio di genere nella diagnosi: le ragazze sono soggette alle pressioni di una società che vuole che il genere femminile sia gentile e socievole.

La rete CDC (Centers for Disease Control and Prevention) negli Stati Uniti ha pubblicato un nuovo rapporto sulla prevalenza dei disturbi dello spettro autistico (ASD) nei bambini. Questo rapporto mostra che 1 bambino su 59 rientra nello spettro, rispetto alla stima di 1 su 68 che esisteva fino ad ora.

Autismo femminile e progetto Victorupesi

Viene confermato il rapporto di genere 4 a 1, che è molto in linea con gli studi precedenti o disponibili in altri paesi.

Un altro rapporto, pubblicato nel 2018 in Canada, indica una prevalenza di 1 bambino su 66 con ASD in quel paese e, ancora una volta, un rapporto di genere 4 a 1, con una prevalenza di 1 su 42 ragazzi e 1 su 165 ragazze. Se restringiamo il focus a HFA/Asperger, secondo lo psicologo britannico Attwood, un rapporto più realistico potrebbe essere 2,5 a 1.

Una diagnosi errata riguardo alla sindrome di Asperger nelle donne potrebbe portare a una perdita di autostima, ansia, e depressione. Oggi errori diagnostici di questo tipo non devono essere più ammissibili: il riconoscimento di ogni aspetto dello spettro autistico è il primo passo verso il benessere e l’inclusione delle persone.

Da qualche anno le Aspies o Aspergirls – come spesso si chiamano – stanno cominciando a emergere e stanno creando comunità online. Sempre più Aspie stanno discutendo i modi efficaci per rivendicare la propria neurodiversità e interagire con i neurotipici.

IN ITALIA

I dati italiani sull’incidenza sulla popolazione delle persone con Disturbo dello Spettro Autistico sono molto vicini ai dati internazionali. Non ci sono statistiche sull’occupazione di ragazze e donne con diagnosi di HFA, ma sappiamo che hanno molte difficoltà nell’accedere al lavoro e soprattutto nel mantenere l’occupazione, come ci confermano molte esperienze raccolte. Ad esempio Bes Cooperativa attesta di aver ricevuto 8 curricula vitae di donne Asperger di donne Asperger a fronte di 20 ricevuti da uomini. La maggior parte di loro, tra i 24 e i 40 anni, ha un alto livello di istruzione (laurea, PHD)

Pochissime tra loro hanno un’occupazione stabile, nonostante un quadro normativo avanzato e un articolato sistema di incentivi all’inserimento lavorativo (L. 68/99, D.leg. 276/2003, L. 151/2015). Nelle aziende, generalmente persiste lo stigma e il pregiudizio verso le persone disabili psichiche, considerate poco affidabili e improduttive.

La maggior parte di queste risorse sono impiegate in posizioni scarsamente qualificate, nonostante alcune abbiano un buon potenziale e una buona istruzione. I principali settori di impiego nelle aziende sia pubbliche che private sono la ristorazione, la pulizia, la manutenzione del giardino, il back office (data entry), il call center.

Ad oggi non sono noti percorsi di formazione professionale dedicati esclusivamente alle donne con diagnosi di Asperger o AHF. Ci sono in generale molte opportunità di formazione dedicate a chi ha deficit intellettivi, e quindi inadeguate per il gruppo target. Le ragazze Asperger o HFA accedono ai normali percorsi scolastici e universitari, raggiungendo i più alti livelli di istruzione, a volte anche PhD.

L’AZIONE DI BES

Nel prossimi mesi del 2021, attraverso il percorso previsto da VICTORUPESI, BES cooperativa proporrà delle esperienze formative che porteranno a una maggiore consapevolezza e a un migliore grado di occupabilità delle giovani donne con diagnosi di Autismo HF e Asperger partecipanti al progetto. Per offrire delle esperienze in linea con i loro bisogni e con quelli del contesto socio-economico, BES sta conducendo uno studio che prevede un’analisi desk, interviste e focus group sia con il target group considerato che con esperti del settore.

Saranno coinvolti professionisti ed esperti con competenze diverse sul tema, con l’obiettivo di comprendere meglio la situazione attuale, per modellare le attività del progetto sulle esigenze formative, sociali e professionali del target group di riferimento.

Tutti gli input provenienti da queste azioni (survey, intervista, focus group) confluiranno in un rapporto Paese, il documento principale destinato ad aiutare i partner a co-designare le fasi successive del progetto VICTORUPESI, a partire dalla metodologia e contenuti del programma di capacity building, indirizzato ad almeno 15 partecipanti per Paese.

Questa iniziativa rappresenta una grande sfida per BES, che conferma il proprio impegno a favore delle donne più emarginate, anche su un piano internazionale.